venerdì 29 luglio 2011

Frullascoiattoli

È quasi il primo compleanno de "IL" pugno.



Qualche giorno fa una persona bella come il sole scriveva che le coincidenze non esistono, separandole chiaramente dalla questione destino. Nonostante stia vivendo molte cose con questa persona (tante e belle), questa non riesco proprio a condividerla. Preciso che non c'è stata nessuna discussione, solo l'ennesima coincidenza sulle coincidenze.
Parliamone: come la chiamate la situazione in cui alla radio passano un gruppo che alla radio non è mai passato, e quel gruppo lo conosci per un motivo ben preciso, perché lei te l'ha fatto conoscere?. E come se non bastasse, la canzone che passa si chiama "Londra", quella Londra che tanto vorresti fosse la tua prossima casa.
E come possiamo definire il caso in cui ti senti (e sei, alla fine) seguito nei posti dove vai? Concerti, ad esempio. Non volontariamente eh, sia chiaro. Ma così è, e quindi ci pensi su.
E poi ci sono gesti, parole, luoghi in cui sei stato ed in cui ti sembra di tornare, almeno con la testa.
Non mi sento ancora pulito, ma ci sto provando, e mi sembra anche di riuscirci abbastanza bene.
Ma.. sapete una cosa? Questo post l'avevo iniziato qualche giorno fa, per questioni di ricordarsi cosa volevo scrivere e di connessione non disponibile.
Ed ora tutto 'sto ricordo di che cazzo volevo scrivere non ce l'ho più. Mi sarò dimenticato, mi sarò voluto dimenticare. Fatto sta che questo è un altro punto a mio favore nella partita contro me stesso, da sempre la più difficile e combattuta.
Ora sono su un treno, come ai vecchi tempi sono appena sceso a fumarmi una sigaretta a Foggia: ecco, una semplice sigaretta mi ha fatto ricordare altro, ha spostato scatoloni nel cervello che stavano prendendo polvere e mi ha ricordato di interminabili viaggi verso Milano, di (appunto) sigarette fumate fuori e dentro il treno, di arrivi ed abbracci, di sonni insonni e aliti pesanti, crolli improvvisi e sveglie altrettanto brusche.
[spero che la mia Po voglia perdonare il suo nostalgico Nì, ma credo ci si stia abituando ai suoi tuffi nel passato. Oramai ho imparato a guardare bene se ci sono rocce, prima di buttarmi nel mare delle reminiscenze]
Non è più come prima, dove il guardare indietro mi portava a cercare contatti imbarazzanti, con conseguente catena di eventi disastrosi da una parte ed effimere soddisfazioni dall'altra.
Comunque, in tutto questo marasma mi capita ancora di pensare a qualche anno fa: so che a guardare indietro non si risolve nulla, ma ripeto, orami lo faccio con la consapevolezza di chi sa che tanto è andato, passato, vissuto.
[iTunes mi ha messo "Life and Death" di Giacchino, e sto piangendo. Un pochino. Chi conosce Lost, sa]
Nemmeno mi ricordo perché ci siamo lasciati. Ma ricordo quel giorno lunghissimo, partito da piazza del Popolo, passato per un bar lì vicino dove abbiamo bevuto un thè caldo (era quasi Natale), finito alla solita stazione.
I silenzi troppo lunghi e le frasi troppo brevi, quasi un imbarazzo di chi non sa che dire dopo più di due anni passati bene, davvero bene.
Mi spiace, anche se è acqua passata. Te l'ho già detto, ma te lo ripeto.
Ormai è andata, siamo cresciuti, ci siamo anche risentiti e spero davvero di vederti presto.

Ora mi sto lasciando dietro il mio Salento, che proprio mio non è ma me lo sento addosso. Mi lascio dietro gli ulivi, il sole, quelle pelli scure, quegli occhi tanto duri quanto accoglienti, la musica, l'orgoglio di una terra che sembra resistere agli attacchi di un mondo avido di spazi e moneta. Il mare, il cibo, il silenzio, i fuochi d'artificio -chissà com'è passare sopra dei fuochi con l'aereo, dev'esser bello forte-, i "Ciao Signora!", il caffè con ghiaccio e latte di mandorla.
Un Salento che in passato mi ha accolto da solo, in compagnia, che mi ha visto fare l'amore dopo un gradevole e privatissimo spettacolo, mi ha visto passeggiare e fotografare, baciare ed urlare, amare ed odiare.
Un Salento in cui torno sempre volentieri, da cui mi faccio dolcemente cullare e coccolare.

Credo di essere una brava persona. Spero, almeno. In vita mia ho fatto soffrire come mai avrei creduto, ma non l'ho mai fatto volontariamente, mai con cattiveria. Ho sbagliato tanto, ho preso decisioni affrettate, mi son fatto buttar giù dall'orgoglio, dalla presunzione, anche dall'idiozia. Lo so io ciò che ho fatto, e se qualcuno si sta chiedendo il perché di questa parte di post, non lo so nemmeno io. Molti hanno sempre pensato (pochi, nello specifico) che avere un blog sia uno sbandierare i propri cazzi al vento digitale. Io non la vedo così: chi ha un blog spesso lo fa per lavoro (beati loro), chi per buttar giù due righe di pensiero, chi per copincollare cose altrui.
Io lo faccio perché mi piace, basterebbe andarsi a leggere il mio primissimo post.
Non scrivo delle seghe/cagate/cazzate che faccio, per quello c'è FB.
Non è nemmeno quello che una volte si chiamava "diario", ne confessionale.
Per me, personalmente, è un post dove scrivo quello che non dico, quello di cui non parlo, quello che mi passa per il cervello (e 'sto saltare di palo in frasca credo ne sia un chiaro esempio).
[il ragazzo davanti a me credo stia tentando di battere il record di testa che cade mentre ci si addormenta, detenuto dal novantacinquenne pisano Lello Marcellini. È a buon punto, con circa 14 cedimenti di collo al minuto]
["ti sei accorta di me, quasi per caso.."]
Insomma, se ho fatto del male a qualcuno, mi spiace. In quel momento era inevitabile.

ps sulle fs: mai iniziare a vedere uno spettacolo di Geroge Carlin tra la gente. Rischiate che vi prendano per pazzo, io mi stavo strozzando da solo, dal niente.

Ma poi che palle tutte 'ste storie.
[in tutto ciò siamo arrivati al giorno tre per scrivere sto mucchio di stronzate]
Oggi è stata una giornata da "uau", con la u di uau.
E quindi ciao al resto, ciao al me vecchio -che comunque una visitina ogni tanto la farà-, ciao a un po' di cose.
Anzi.. altre cose ancora.

Come sarebbe bello avere Walter Bishop come, non so, anziano a cui deve fare da assistente un bambino per un mese come pena per aver sparato ad un gatto? Vorrei essere quel bambino.
Per il gatto, e per nonno Walter.
Cazzo, Fringe.
L'unica serie dopo Lost che mi fa dire " O: " alla fine di quasi ogni puntata.

E che mi prende, anche se meno di Lost, al punto che me ne frego se l'ho visto sul terrazzo di casa dai miei, col vento ed il silenzio ed i rumori improvvisi e Zeus che fa il bolo per venti minuti.

Preso.
Perso.

A presto.

domenica 24 luglio 2011

La Salma È La Virtù Dei Morti



Giuro che posto, non so cosa ma qualcosa posto.

Ce ne sono di cose che mi ronzano in testa, e che so per certo devono essere scritte perché sennò lì rimangono.
Quindi poi scrivo, che a me 'ste coincidenze musicali/geografiche danno fastidio e devo sputarle qui dentro sennò poi la saliva è troppa e me strozzo.
Che poi devo pure scrivere quel pezzo (scusa Frà so che mi odi) che ci penso ma non concretizzo.
E quindi giuro che qualcosa che scrivo perché in testa c'ho più di qualcosa e la devo spurgare, che sennò me sento male.
Però sto in vacanza, quindi faccio il cazzo che mi pare.

Ciao.

martedì 12 luglio 2011

Porco (Ombelico Del) Mondo


Partiamo da un presupposto: a me i miei quindici anni non me li ridarà nessuno. Come di molte altre cose, mi ricordo poco dei miei quindici anni. Ma quel concerto me lo ricordo abbastanza bene: il primo in compagnia di una persona di cui (maddai!?) ero praticamente innamorato ma (maddai!?) non corrisposto, con mamma che ci accompagna e con noi che ci dimentichiamo i biglietti in macchina, e "Mamma dove sei torna indietro!!", e le anfore con i profumi e la band che scende dall'alto cantando "Raggio di sole", e il duetto con Michael Franti, io e Margherita persi nella folla, lei che vuole andare sotto palco e mi trascina per mano, e il silenzio improvviso interrotto solo dal cuore a mille, e poi di nuovo la voce di Lorenzo e tutti che ballano, e ballo pure io, e balla pure lei, e che figata, e sono felice..

Venerdì è stato bello. Lorenzo è bello. La mia amichetta è bella (ciao Frà!!). Non sento un album intero di Lorenzo che non conosco da "Buon Sangue" compreso, solo singoli e qualche chicca a buffo. Non conoscevo la svolta elettronica che ha preso, e che mi ha fatto ballare oltre a farmi perdere l'udito all'orecchio destro. Non avevo apprezzato alcune canzoni già sentite che invece ti aprono il cuore. Non conoscevo una canzone che porca zozza se è bella. Non conoscevo Maria Gadù, bravissima e sensuale cantautrice brasiliana (questa è sua, e la conoscete). Nonostante le vecchie glorie non le abbia fatte tutte, quelle poche me le ha fatte apprezzare ancora di più, mischiate in un medley o riarrangiate alla grande. Ho adorato gli effetti grafici live, ragnatele che lo inglobavano, sdoppiamenti durante i quali combatteva contro se stesso, giacche psichedeliche e poligoni bianchi. E mi sono sentito a mi agio in quell'intimità, quello spazio che ci ha riservato il buon Jova, quasi come fosse una serata tra vecchi amici, come i fan di lunga data che portano i bambini che nemmeno sanno le parole, mentre i papà e le mamme cantano a squarciagola.
Insomma, bello.



Ed ora una serie di cose a cazzo:

- siamo un paese in cui dopo cinque mesi ancora non finalizzano il tuo cambio di residenza. Dopo aver fatto cazzate (il comune o chi per lui) con il primo tentativo. Questo porta a non poter concludere altre cose, perché siamo un paese dove regna la burocrazia, e devi avere amici anche all'AMA per farti portare via la spazzatura. "Altrimenti segua la linea giallo sabbia di Mogadiscio, quando incrocia la linea color rosso sangue di gatto di Minneapolis la prenda, e ritiri il modulo grigio cenere di sigaro Thailandese. Lo riempia, lo ingoi e ci porti la lastra del suo stomaco.";
- fa caldo, ma mi basta vedere un servizio del TG1 sul caldo per smettere di lamentarmi del caldo;
- è morto un altro militare in Afghanistan. C'è un errore nella matrice;
- Berlusconi è silenzioso da troppo tempo. Quasi mi manca, perché devo cercare altre cose per cui lamentarmi: i NoTav, le porcate nella manovra finanziaria e Napolitano che continua a firmare tutto, gli ennesimi insulti al tricolore, la burocrazia, Brunetta e la sua faccia di merda, "Tamarreide", bambini disabili picchiati, poliziotti violenti, gli articoli di giornale sul nuovo arrivato in casa Beckham, il mio Mac che riconosce "Beckham" ma non "figata", un'azienda che mi ha sbattuto la porta in faccia dopo quattro anni di passività mentale ed anale, un cervello che meno pensa meglio è. Cioè, è una ricerca estenuante per trovare qualcosa che mi faccia incazzare!!

Mah, facciamocelo bastare per oggi.

Fate i bravi anche per me e, per favore, restiamo umani.

giovedì 7 luglio 2011

Cercherò DI Essere Breve Ma Non Credo Che Ce La Farò



Io lì dentro ci sono cresciuto. Quando sono entrato per la prima volta in TP, avevo ventun'anni e da lì a quindici giorni mi sarei separato da una ragazza splendida (cosa che ancora un po' rimpiango ma questa è un'altra storia).
Entrai da interinale, e dopo tre mesi non mi rinnovarono il contratto. Feci giusto in tempo a farmi un tatuaggio, proprio in ricordo di quella ragazza, a godermi qualche serata che mi richiamarono per diventare supervisore di una campagna nuova e bella, che per tre anni mi ha circondato di belle persone, lavoro interessante ed una marea di sfide. In questi tre anni mi sono quasi innamorato, ho pianto, ho corso, sono arrivato tardi, ho mangiato in postazione, ho urlato, ho riso (tantissimo), ho lavorato come uno stronzo, ho visto gente ringraziarmi e rimproverarmi, sono stato criticato e premiato, ho creato, ho distrutto, ho perso amici e trovato belle persone.
Fuori di lì la mia vita continuava sempre uguale, e di contro dentro TP le cose cambiavano di continuo, vuoi per la natura elastica della campagna, sia perché la dirigenza non è mai stata capace di apportare un reale cambiamento in meglio. Mai.
Ho conosciuto gente di mezzo mondo, magari anche solo per telefono, ho imparato ad usare nuovi sitemi, a parlare meglio l'inglese, ma soprattutto ho capito come parlare con le persone, il mio scopo più grande e difficile: interagire, ascoltare, discutere, rimproverare e gratificare. Ho imparato a portare quello che capivo dentro al di fuori, sia a livello tecnico ("a Jà me sìè sbracato l'iP**** me dai 'na mano te che ce lavori?") che umano ("sto telefono me fa sbroccà!!"). Mi sono fidanzato di nuovo ed è stato difficilissimo conciliare il lavoro con lei, soprattutto per.. vabbè pure  questa è un'altra storia, lasciamo stare..
Insomma come tante persone TP per me era diventato il fulcro della mia vita: il mio ruolo, il "supervisore", è sempre stato carico di responsabilità e doveri, impegni improrogabili e riunioni improvvisate, file incomprensibile e registrazioni "illegali".
Poi la routine ha cominciato a farsi pesante, schiacciante, e fu così che arrivò la proposta: cambiare, affidarmi una campagna nuova, considerando che "avrai il fiato di tutta TP sul collo", citando parole davvero pronunciate. E li fu il declino. Un po' come la barzelletta di quello che deve scegliere la pena eterna dell'inferno, e dopo aver visto sale di tortura, sevizie, dolore, vede una piscina di merda con tutte persone con la testa di fuori. Al che dice "questa va bene!", entra, ed il diavolo grida "ok ricreazione finita, tutti sotto!!".
Ecco, questo fu il cambiamento: per tre anni con la merda fino al collo, con la testa fuori che possono essere le soddisfazioni che comunque arrivavano. Poi tutti sotto, via, a farci quasi l'abitudine con la merda.
Disorganizzazione, interventi motivazionali che nemmeno la Ferilli in "Tutta la vita davanti", mancante ingerenze, carichi di lavoro ed orari assurdi, richieste mai evase e mail mai risposte. L'unica soddisfazione, per quanto enorme e piena, sono stati quei ragazzi che ogni singolo giorno, con l'impegno e la volontà, hanno portato avanti una campagna difficile, piena di ostacoli inutili, andando avanti a testa alta, senza mai arrendersi.
Io mi sono arreso, o forse no.
Vedendo come la mia uscita di scena ha colpito molto più la "bassa manovalanza" (e sapete in che accezione lo dico) rispetto a chi poteva fermarmi, mi fa capire che quel posto è semplicemente uguale a tutti gli altri. In questi anni di cazzate ne ho sentite molte, dal "non vogliamo bruciare altre persone come abbiamo già fatto" a "dammi un mese di tempo e risolviamo tutto". Quel mese di tempo doveva partire il 17 Marzo. Al 5 Luglio, data delle mie dimissione e casualmente terzo meseversario dalla nascita della campagna, ho avuto 2 incontri 2. E nulla si è risolto, anzi.
Mi è stato detto che ho deluso, che sono stato una sconfitta "al 50%" perché il resto era mio, di peso da portare. Per me lo è stata al 150%, cari miei. In un posto che lavora con le parole, pochissimi lì dentro le sanno usare davvero. La gente va motivata, ci si deve parlare con le persone. Non pensate che quando gli operatori chiedono gratificazioni parlino solo di soldi e ferie. A volte basta un gesto, una pacca sulla spalla, un sorriso. Gente come me, lì dentro, ha lavorato con la febbre, con i lutti sulle spalle, con i bambini a casa, con un matrimonio nascente o morente, con gli operai a casa. Mentre tutto un altro piccolo mondo per un'unghia spezzata sta in malattia per giorni. Ma indovinate chi sarà più oberato al suo rientro? Ma se fai un discorso del genere a chi di dovere, ti si risponderà che "a voi possiamo fare questi discorsi perché siete intelligenti (vedi coglioni), gli altri tanto non capirebbero". E allora a casa. Tutti quelli che rovinano quel posto, a partire dai sindacalisti che hanno sempre tanto da fare, persino durante i giorni di assemblee, fino all'ultimo dei paraculi che TP la vede solo scritta sul certificato medico.
Lì dentro c'è il problema di essere "troppo italiani", si diventa tanto belli ed internazionali solo quando c'è da avere "un piano d'azione qualitativo che standardizzi ogni sede con l'altra, in modo da avere tutti lo stesso procedimento per intervenire sulle risorse". Tradotto: domani c'è l'audit qualità, facciamo vedere che per un paio di giorni facciamo tutto poi chi s'è visto s'è visto. Per favore.
So che il mio andar via non porterà nessuno cambiamento lassù. Spero solo di rovinare un paio di notti a chi dico io, perché per la prima volta so che chi ha perso siete voi. Mi avete fatto scappare via, quando sarebbe bastato fermarmi e parlarmi. Due minuti. Ma TU sei troppo orgogliosa, come me, quindi ti capisco. Per orgoglio in vita mia ho fatto scappare tante persone (vedi le prime tre righe).
Io so di aver fatto quel che è giusto per me, per la prima volta da quando lavoravo lì dentro. Non ha mai (MAI) preteso nulla a TP, ho sempre abbassato la testa andando avanti come un mulo, ligio al dovere. Certo sono stato aiutato, ma vedere che dopo tre anni e mezzo sei lasciato andar via come il tedesco in "Salvate il soldato Ryan" fa male. Il fatto è che lui torna, io no.

Questo ultimo pezzetto lo lascio a voi, le vere risorse di quel posto: siete belli come il sole, avete tanto da dare e da avere, e come me date senza volere. Siete forti, e lo sto ripetendo da giorni. Siete il fulcro di quel posto, fategli capire che senza di voi non si va da nessuna parte. Non cadete nel tranello di chi vi dice "tanto se andate via ne trovano altri due". A livello di numero è vero, ma ognuno di voi è un numero a se, e nessuno potrà mai sostituirvi davvero, fino in fondo.
Grazie a tutte le belle parole espresse nei miei confronti, in tanti modi.
Grazie a chi mi ha detto "eri la mia forza", chi mi ha scritto su FB, chi non mi ha detto proprio nulla ma gli è bastato uno sguardo. Chi c'è stato per continuare ad esserci e chi è solo passato a vedere come andava.
Anche se nessuno mi vorrà indietro, lì dentro, ed ormai è palese, cerco di farvi capire perché ho lavorato fino all'ultimo, fino a cedere. Quelle che seguono sono semplici ticchettii sulla tastiera di una persona davvero bella, con cui ho parlato poco ma che è stato uno dei tanti volti amici di questi ultimi mesi, che ieri mi ha fatto piangere (finalmente) scrivendo quanto segue:

"A volte circostanze o situazioni che si creano ci portano a prendere delle decisioni, apparentemente avventate ma ponderate, anche se in un lasso di tempo. In un contesto democratico si evidenzia così la libertà di scelta, la libertà di essere; in un contesto di arroganza, di controllo e supremazia mette alle corde, costringendoti a prendere una decisione.A volte il coraggio passa inosservato.
Spesso le parole sostituiscono i fatti, credendo che basti il tanto parlare per cambiare situazioni dove solo i fatti possono rendere possibile, dando così valore al propio pensiero alla propria espressione.
Grazie Jacopo. Per quanto mi riguarda la stima è per pochi e non per tutti e tu hai tutta la mia stima.
"

Grazie a voi per tutti quanto, spero di averlo fatto capire almeno in parte quanto bello possa essere stato lavorare con voi, le vere e sole risorse di TP.

Vi voglio sinceramente bene.

sabato 2 luglio 2011

Che A Volte Pensare A Se Stessi Fa Bene. Ma C'è Gente Che Esagera.



A voi, che fate la fila davanti al centro commerciale in attesa che apra perché "oggi iniziano i saldi".
A voi, che non vi spiegate come mai il vostro ragazzo in vacanza non risponda al cellulare dal dopo cena in poi.
A voi, che pensate di poter avere tutto e se non lo ottenete è perché nessuno comprende il vostro talento.
A voi, poiliticanti da quattro soldi che mangiate carne di orso, volete tutto al Nord, umiliate il "popolo sovrano", fate gli impicci e non siete capci a nasconderli. C'è gente che quarant'anni fa ha ammazzato un presidente degli Stati Uniti d'Amerdica e ancora non si sa come. Almeno pubblicamente.
A voi, che pretendete risposte senza fare domande.
A voi, che ancora pensate di aver ragione perché fa troppo sfigato andarsi a prendere qualche colpa: io ci campo da una vita, a sbagliare e a prendermi le colpe, e in effetti la sensazione è sempre di culo irritato.
A voi, giantesche teste di cazzo che pensate che non parlare sia meglio che ammettere: dalle vostre labbra ancora unte di merda leccata dai culi sbagliati pendono centinaia di persone, e ancora non vi siete degnati di appendere un foglio uno in quelle teche piene di cazzate. Fateci sapere qualcosa, sia per chi rimane in questa valle marcia, sia per chi se ne vorrebbe scappare al più presto.
A voi, che credete ancora che le perosne si comportino come volete voi: sbagliato.
A voi, che aspettate solo un'altra persona che stia con voi per condividere le vostre follie, le vostre ansie, le vostre paure. Che aspetterete un suo errore per farglielo pagare per sempre, ciechi di fronte al suo affetto ma oculati di fronte al difetto, distratti nei momenti di bellezza umana e concentrati, come nemmeno all'esame più importante della vostra vita, nel momento dell'inciampo.
A voi, che credete in un dio che non c'è.
A voi, che pensate che prima o poi tutto si risolverà stando fermi, ad aspettare che "tanto ora è il momento".
A voi, arrampicatori sociali di questo cazzo, avidi ed invidiosi della tranquillità altrui perché la vostra vita "è tanto complicata".
A voi, che pensate a domani senza provare a capire l'oggi.
A voi, che "quello è frocio", e giù botte.
A voi, che "guai a chi me tocca la Roma" e intanto paghi le tasse per le prossime quindici generazioni, ti tolgono ogni diritto riempendoti di doveri, ma tanto la settimana prossima giochiamo in casa.
A voi, che domani fanno "Tamarreide" (porco dio Tamarreide.. più ci penso più mi faccio schifo di far parte della razza umana).
A voi, che starete pensando a quanto m'accollo.

Ma andate a cagare.

venerdì 1 luglio 2011

Tralascio e non raddoppio

Tralascio il fatto che sono quasi le due della fottuta notte e della nostra situazione aziendale non si sa ancora un cazzo di niente.
Tralascio la questione delle tempistiche con cui saprò che cazzo devo fare della mia vita, ora che mi sono dimesso con l'indennità e blablabla.
Non mi punto sul fatto che c'è gente che non saluta ma spero comunque sia perché di solito le succede, ma secondo me c'è altro dietro.
Corro sul fatto che sto paese fa schifo, mi viene il vomito a sentir parlare di gente praticamente morta perché tu SEI UN LURIDA FASCISTOIDE che dovrebbe spicciare casa a Derek Vinyard solo per la faccia da coglione di merda che si ritrova. Sono stufo di un governo che non cade ne barcolla, ma anzi ancora imperterrito sfonda a testa bassa regole e leggi, insulta e discrimina le minoranze, corrompe poveri stronzi e ancora voi che gli andate dietro, poveri esseri senzaddio. Sono angosciato da un'aria di (s)oppressione sociale, zero sbocchi per la bella gente mentre quella brutta ancora gira abbronzata, tatuata e con il semper fidelis auricolare bluetooth all'orecchio.
Passo sopra al fatto di dovermi ancora giustificare mentalmente per cose di cui non ho colpa.
Nemmeno sto a spiegare con quanta difficoltà riesca a non pensare a quanto i retaggi di un passato recente inquinino e distorcano quello che sarebbe un bel presente. Vecchie immagini e parole si sovrappongano a quello che vedo/sento in tempo reale, distraendomi e facendomi spaventare, allontanare, chiudere. Gesti già visti e vissuti che prendono il posto di cose che dovrebbero essere nuove e fresche.
Tralascio quanto il pensiero di cosa succederà domani mi uccide e logora, visto che l'oggi si è chiuso di merda.

Purtroppo stasera se n'è andata una persona a cui volevo bene. Una collega bravissima nel suo lavoro, che anche nelle critiche più dure mi ha saputo far crescere tanto, e si è dimostrata molto spesso anche un'amica.
Mi dispiace aver dimenticato così tante volte di firmare il foglio ore. Ma so che mi volevi un po' bene lo stesso.
Un abbraccio Dani.

giovedì 23 giugno 2011

Firmo e sottoscrivo (o almeno avrei voluto)


Allora, no ricapitolo perché quello che penso di questa storia sta scritto qui, qui e qui.
Anche in altri post ma giusto accenni.
Comunque, fatevi un'idea leggendoli, ma credo vi basterà anche quello che segue.

Mi fate schifo, semplicemente schifo.

Senza volersi per forza soffermare su come spacciate la solidarietà (intesa come accordo, non come poi è stata usata.. quello è un altro paio di maniche) come qualcosa che tutti abbiamo firmato, quando in realtà non siamo nemmeno stati interpellati. Posso capire noi, non-iscritti e lontani dalle vostre sigle ammucchia e raspa, ma addirittura i semper fidelis, coloro i quali ancora pendono dalle vostre labbra, addirittura loro siete riusciti a tenere all'oscuro.
Insomma, voi sparite dopo aver firmato un accordo che di fatto prendeva il nostro contratto e lo buttava in pasto all'azienda, come Redhead in "The Snatch" dava in pasto ai maiali i pezzi dei suoi avversari. Poi tornate giusto in tempo di crisi, tranne alcuni sprazzi di vertenze e diffide perché in un posto dove si lavora con LE PAROLE, voi non volete che tra i tanti aspetti:

- tempi di chiamata
- livelli di servizio
- rapporto chiamate offerte/prese
- abbandonate entro i 20, 40, 60 secondi

(e tanti tanti altri obiettivi che, a mio parere, dovrebbero essere i primi a dover essere limati e limitati) insomma voi non volete che vengano principalmente giudicate proprio LE PAROLE. La base del nostro lavoro. La qualità, per fortuna e purtroppo, sta cominciando ad essere importante per questo lavoro. Sicuramente molto più di prima.
E' come se in una catena di montaggio di auto non si montasse il parabrezza perché antiestetico.
Magari hai una macchina da paura, rapporti perfetti su tutta la linea, ma al primo sasso dal cavalcavia ti ritrovi la testa esplosa dentro tutta la macchina come Marvin in "Pulp Ficition" senza nemmeno aver sentito il crash del parabrezza. Non è bello.

Dopo questo paragone che anche io devo ancora capire, mi riprendo.
E come faccio?
Non ho la videocamera.



In pratica, dopo tutte 'ste manfrine e grasse risate (ultima la diffida ad una persona straordinaria che ha una sola colpa: aver diffuso una notizia), poco tempo fa siete passati con un foglio, agitandolo come se fosse il libro postumo di Taricone, chiedendoci di firmarlo.
"Firmarlo per fare cosa?", vi chiederete voi piccoli curiosoni.
Adesso aspettate Lillini cari, era solo l'abbrivo.
Firmarlo per vedere quanti eravamo a chiedere un coinvolgimento (vedi referendum) nell'eventuale firma di un qualunque eventuale accordo.
Il tutto in una comoda confezione democratica.
Io ovviamente ho firmato. Per vedere come andava. Come quando ti vai a vedere l'ultima commedia con Owen Wilson sperando nella chicca, mentre in realtà sai che sarà la solita cagata.
Bene, oggi esce LA notizia, quello che tutti aspettavamo.
E, indovinate un po', Lillini cari?
Noi firmatari di tale richiesta di "referndum"..
(rullo di tamburi)
..NON ABBIAMO FIRMATO UN CAZZO!!!!!
Eccola, apri la confezione democratica. Oggi, pagandola doppia, ci trovi due volte un cazzo di niente!!
Continuate a seguire un sindacalista che il giorno prima ringhia contro un suo "compagno" di un'altra sigla, ed il giorno dopo gli fa eco e coro in un'assemblea.
Scegliete di pendere dalle labbra da gente che punta il dito con chi vi vuole mettere contro, campagna vs campagna, e poi sono i primi a pisciare benzina sulle scintille che loro stessi creano, tra compagni di postazione.
Via, andate, marciate, ascoltate adesso i proclami che faranno. Urlate alle loro incitazioni di continuare la lotta, ai loro elenchi di cose cha hanno provato a fare per impedire l'accordo senza le nostre firme.
Posso immaginarmene un paio:

- siamo stati lì tutto il tempo a suonare padelle contro mestoli, mentre ministero e azienda parlavano. Ma sembravamo non disturbarli;
- abbiamo provato a darci fuoco, ma a quanto pare l'acqua non è un buon combustibile;
- abbiamo iniziato lo sciopero della fame, ma l'abbiamo interrotto quando Sacconi ha fatto entrare aragoste e champagne, per brindare a un incontro
- abbiamo sbagliato ministero.

Per carità, l'azienda ha fatto il suo sporco lavoro.
Con una differenza: per quanto crudele, pesante e pressante sia stato il comportamento dell'azienda in questi mesi, non è mai stato falso, mascherato.
L'azienda ha fatto i suoi interessi, magari facendo partecipare qualche altro "compagno".
Ma li ha fatti a cielo aperto (a parte qualche momento di totale follia).
Voi, invece, avete illuso la massa.

Io, per fortuna, in qualche cosa dalla massa mi distinguo.
Non vedo l'ora d'incrociare il vostro sguardo, alla prossima assemblea.
Sarò lì, silenzioso e serafico come un gatto nero.

Vergogna.

martedì 21 giugno 2011

C'è Della Musica Nell'aria..

..ottima musica, in ottima compagnia.



24 Giugno, Pino Daniele&Eric Clapton, Stadio a Cava de' Tirreni



8 Luglio, Jovanotti, Stadio Olimpico



3 Settembre, Arctic Monkeys, Arena Parco Nord di Bologna


Basta ma non avanza.
Ancora concerti.
Ancora.

venerdì 17 giugno 2011

Senza Titolo

Senza Post.


..proprio.

Alla fine il problema è uno solo: l'intelligenza, troppo spesso, paga contro la furbizia.
E non parlo di un'intelligenza superiore. Parlo di una media, culturalmente autodidatta intelligenza, mai stato studente provetto.
Il furbo, al contrario, è solo furbo. Magari è anche laureato in puppalologìa, ma è solo furbo.
E l'intelligente si trova lì a dover giustificare, con il furbo sopra, a cantar vittoria e a tendere una mano falsa come il profilo di Dante su una banconota da 5 sterline.
E quindi sembra quasi di ricominciare con la morte nel cuore.
Il sapore di una sconfitta giusta è amaro.
Il sapore di una sconfitta dubbia è amaro.
Ma mischiato con la merda.
Perché sai che comunque un po' è colpa tua: l'irruenza nelle risposte dopo troppe incazzature non sfogate, anarchico rispetto per alcune regole aziendali.. cose così. Sai che potevi evitare alcune cose, ma non l'hai voluto fare comunque.
Sai anche che è colpa tua non riuscire ad essere incisivo sull'immediato, in una risposta. Non essere S.M.A.R.T. sul momento. Perché di cazzate ne son volate, ma no hai saputo controbattere.
E ti ritrovi qui, di nuovo, perfido burattinaio di te stesso, in un teatrino che sta per chiudere le tende. Ma che ancora tutti vogliamo tenere aperto per un bis. Per noi, ancora un po'. Perché nonostante tutto ci teniamo, magari non tutti tutti.
Ma siano comunque un po'.

Per il resto, tutto bene, grazie.
Diciamo che LondonSick si, però..
..però un paio di motivi ce li ho per restare ancora un altro po'.
Oh, se ce li ho.
Fuck.
Yeah.

Fuck Yeah.

venerdì 10 giugno 2011

Karma, E Sangue Freddo

"Sai che c'è? Che a volte vorrei tanto che il tempo si fermasse qui, ora, in questo momento."
Questa frase l'ha appena detta il mio cervello. Ogni riferimento a fatti e/o persone è puramente casuale.


[di seguito immagini trovate digitando "karma" su google]





Sembra ieri che all'aeroporto di Heatrow incrociavo Paolo "fascistadelcazzo" Di Canio, non sapendo che era lì perché cacciato dallo sponsor della squadra che avrebbe dovuto allenare. Indovinate perché?
Perché è un fascistadelcazzo!!
Ironia della sorte.
Insomma sembra ieri e invece era quasi un mese fa: dal Venerdì dove a quanto pare per l'ennesima volta ho parlato in qualche lingua morta mentre spiegavo le ragioni del perché ero leggermente spaventato dal partire per tornare e fare una cosa che non mi sentivo di fare ma ok, ci sto e alla fine cazzo bell'esperienza, passando per il Sabato della festa dell'anno, che con soli 10€ ci ha offerto: bei galloni di alcool, bagni chimici, gruppo live perfetto per un pogo non proprio lucido e (probabilmente) per incrinarsi una costola, bagno in piscina notturno volontario, bagno in piscina notturno non proprio volontario visto che insieme a me sono finiti cellulare-portafogli-macchinetta ma non ci è finita quella stronza di mezzo metro che si era aggrappata a me per -ironia della sorte- non cadere in piscina (missione compiuta, nana), sbronze nudità esposte di fronte all'amico che tenta di rivestirti (grazie Mangust) con asciugata pelvica con il phon inclusa, discorsi cancellati tre passi dopo, piccoli graffi sulle gambe che dio solo sa come sono comparsi per ritrovarsi a Domenica.
Si parte.
Wembley.
(chi deve sapere come sono stato durante quella settimana, lo sa già. è una cosa quasi personale quanto son stato bene. ma questo sarà un altro discorso.)
Si torna a Roma.
(vedi sopra. più o meno.)
Ed ora son qui, con la voglia di starci ma aspettando di partire.
Aspetto perché qui le cose si fanno serie, qui ormai è un inferno, qui fa rima con T*.
(l'asterisco è un'altra lettera dell'alfabeto. azzardate.)
Qui non si capisce a chi dar retta, perché nessuno parla.
Semplice.
Gli aizzatori del popolo si scagliano contro una sparuta comunità invece di provare a prendersi cura dell'intera collettività.
Mentre i regnanti regnano, come se nulla fosse, come se non si navigasse a vista da mesi, ormai. Coraggiosi mozzi in mezzo alle tempeste comportamentali dei nostri capitani.
Una cosa è certa: saremo noi ad affondare con la nave, a testa alta.
Non voi.

Ma mentre spero in cattiverie altrui per sfogar le mie, qualcosa al nostro (esteticamente santo ma nel profondo in realtà demone incapace) Jacopo nel giro di un paio d'ore torna indietro: subito dopo aver capito di non aver capito perché il suo cazzo di Bancomat delle poste ha deciso di non riconoscere il suo PIN (se è colpa della nana, la vado a cercare), e non è per i problemi tecnici ne per superamento dei tentativi ne perché è clonata,
[E' successo. Period.]
un piccione che probabilmente aveva appena finito di mangiare i rimasugli di uno yogurt della Marcuzzi ha deciso di rilasciare gli effetti del simpatico fermento lattico o che cazzo è sulla mia testa.

(Diciamo che ha fatto scopa.)

Ma non finisce qui.
Ditus in fundo, nel senso che per premere il pulsante già debole dell'ascensore a lavoro tale simpatico tondino ha deciso di cedere ma giusto per il tempo di farmi spaventare, ritrarre il dito ed è lì che è ritornato indietro a molla e facendo da morsa mi ha portato via un bel pezzettino di indice della mano.
Destra.
Così, al momento, ho due dita rovinate della stessa mano.
Per due momenti del coglione.

Ma va bene così.
Perché se ora mi chiedi se sto bene negli orti, ti rispondo: si.


[ps: angolo mi vanto. Hanno pubblicato una mia battuta sul nuovo libro di Spinoza. Ma non l'ho capita.]

giovedì 19 maggio 2011

The Story So Far



Sometimes is better not to think.
Sometimes is better to enjoy the quite around you, and not to think about the mess inside.
I guess I have to to think I'm lucky, and of course I am.
Today I have a little talk with a girl that works in the office where I'm following the training here in Wembley: she had bad experiences in her life, problems that never depended by her behoaviour, by her actions. But she's happy, she's quite, and she was wondering why we Italians has to be so sad or shy about our life, why we never "look the brighter side of the life", quoting the Pythons.
And she's fuckin' right.
I'm trying to think about me, not what happens around me, 'cause is really a shit.
And I know I shouldn't have nothing to complaint about: I've a house, a job, a lot friends that I know I can trust on, a family who loves me, hobbies.
But still I think about something's missing in my life, soemthing that I really don't know.
Maybe is love.
I'm quite sure it is.
I still wonder about a girl that does not even exists, someone around the world that is not in London, in Rome.
Someone that I'm sure is the missing piece of my puzzle-life, but still she's not falling next to me.
Maybe it's you, reading my first (and maybe last) english pubblication.
Maybe we've chatted since few minutes ago, and we don't know.
Maybe I left you years ago, maybe you're in the room next to mine.

But I still breath, still walk, still look at this wonder-fuckin'-world.
I love to blame myself, you all should know.
And doing it in English make all this stuff more phylosophical, intresting.
Mine.

Hope you've liked it.
I did, and this is all that matters to me.

Fuck you.

martedì 17 maggio 2011

London's Dream Is Building Up, Building Up, Building Up..

Ogni giorno a Londra passano milioni di persone diverse: alti, bassi, bianchi&colorati, belli, brutti, con la pancia piena di birra od asciutta per le corse ad Hyde Park, con l'iPad e le cuffie della Bose gigantesche, con una macchinetta fotografica in una mano ed il caffè di Starbucks nell'altra, poliziotti che girano silenziosi e gruppi di collegiali che strillano come maiali sgozzati.
Da ieri, in giro per Londra, ci sono anche io
 Non fisso (ma questo è il sogno che Londra sta costruendo per me), ma ci sono anche io. E credo di piacerle, a 'sta City: vuoi che è giovane (tanto), vuoi che è dinamica, vuoi che non vuoi, ma a me Londra piace. E sto qui da poco più di 24 ore, e la City, quella vera, l'ho vista quasi correndo al volo stasera. Ma lo scoiattolo e gli aironi (almeno credo ,fossero aironi) a Regent's Park, l'Apple Store, Piccadilly con i sui schermi enormi, i pub pieni alle 7(pm) con avvocati in cravatta dalle guance rosse che si pisciano sotto dalle risate per strada, la gente che continua a chiedermi informazioni (o sono tutti di altre città, oppure ho la faccia da inglese, ma non credo), 'ste cazzo di monete che pure se dovessi rimanere qui da oggi non capirò mai i tagli e le forme associate, Darwin che mi guarda dalla banconota da 10 sterle, l'ufficio dove sto seguendo il corso stracolmo di gente bella dentro (Gabriela dove sei?), il tavolo da biliardo rosso in sala relax con annesse macchinette del caffè GRATIS, il pub dove entri e sembra sia la centesima volta che ordini una Foster's da abbinare ad un piatto di carne con patate che se fossero state cotte nel culo del diavolo sarebbero comunque bruciate di meno (mi sono spellato il palato. Mai successo.), le frasi troppo veloci che non capisci proprio ed alla fine ti parlano come parla Forrest Gump mentre tu SEI Forrest Gump, il pischello di colore che ti passa il pallone mentre passi sotto lo stadio di Wembley e ti chiede da accendere e poi ti guarda lo svuotino di Samson che stai fumando ed esclama "Is that weed?", le salse, le ragazze (giuro: non mi sono eccessivamente innamorato. Non perché siano brutte, ma perché se dovessi trovare il coraggio qui sto e qui rimango: love is bad.), il trio basso-chitarra-batteria in mezzo a Regent's Street che suona "Cocaine" e "I shot the sheriff" così, senza voce ne leader, la severità delle regole e la serietà con cui vengono seguite (provate ad entrare senza biglietto sul bus), la puntualità "inglese" eccessiva ma non fastidiosa, i mille supermarket indiani che a volte sembra di stare a Bombay se fosse continuata la storia delle colonie, afroamericani teletrasportati direttamente dal Queens ma con accento absolutely british, e musica e colori e verde e ragazze e negozi e tranquillità.
Ecco, tranquillità, intesa come integrazione. London suits to me. Perfectly.

Chissà.
Se Gabriela è chi dico io, sò cazzi amari pe tutti. Che alla fine, love is bad, but is also so sweet.

[PS: visto che una nana atomica Sabato sera ha deciso di trasformarmi nel suo unico modo di evitare un tuffo in piscina -EPIC FAIL-, non ho più (oltre al cellulare) la macchinetta fotografica. Quindi sto facendo foto col cellulare che Saint Iannon mi ha prestato. Che però non riesco a connettere in bluetooth. Il destino vuole ch'io ci torni, qui. Quindi beccatevi una foto che nulla c'entra con quanto sopra (o quasi), ma che mi piace. Kiss kiss, Ringo.]

Stè, se mai leggerai, t'incarichi tu di preparare
delle stampe per magliette?

sabato 14 maggio 2011

Flyin' Post



Domani parto una settimana. Vado dalle parti di Londra. "Sì a Londra! Sapete? Té, nebbia, Big Ben, cibo di merda, tempo peggio, Mary scassa palle Poppins... Londra!".
Incredibile come si svolti così, all'improvviso.
Ma, mi raccomando, prima il lavoro, poi il resto. E' una cosa molto importante che spero aiuti davvero i ragazzi che lavorano con me. No joke.

Spero di riuscire ad aggiornare un po' il blog anche da lì, tra una birra ed una maglietta, tra un training ed una muchacha.

Baci, fate i bravi, e non ve scannate.

giovedì 12 maggio 2011

Racconto (o parabola a seconda di quella che la vogliamo considerare)



E venne il giorno, nel villaggio di Troppe Parole.
Il giorno in cui venne la telecamera, il DIO telecamera.
E gli Apostoli si riunirono circondati dai loro proseliti, si misero di fronte cercando di non guardarla negli occhi, provando solo a parlar male di Giuda ed a puntare il dito.
"E' lui, lui ci ha traditi, lui ed i suoi compagni ci hanno pugnalato alle spalle!! Hanno scelto un messia straniero, che per pochi dinari proferisce lo stesso verbo del nostro!! E questo solo perché la legge divina lo permette!!"
E colui che loro chiamavano Giuda provò a difendersi, ma lui era lì solo per portare la parola di coloro che venivano additati tutti come traditori, dal più alto sacerdote agli ultimi frati che erano accusati di tradimento solo perché non erano d'accordo con gli Apostoli stessi.
"Non è così!! Non è vero! State mistificando il sacro verbo, bugiardi!!"
Era alle strette, il povero Giuda: il suo povero servo provava a suggerire parole e numeri che potessero tirarlo fuori dalla pozza satanica di zolfo in cui stava affogando, ma a nulla serviva. Il tipico caso in cui conta la quantità, non la qualità.
Non che fra gli Apostoli non ci fosse qualcuno dotato di raziocinio, anzi. Il problema è che poca voce veniva data loro, mentre chi inveiva contro i falsi i miti era ascoltato, spalleggiato, aiutato.
"Voi avete deciso di seguire un messia che non ha mai calpestato la nostra terra, che preferisce altri lidi piuttosto che star qui tra di noi. E solo perché la legge divina lo permette!"
Molte persone senza dio si erano radunate intorno, alla ricerca di una parola che facesse pendere il loro ago inmezzista da una delle due parti. Alcuni scelsero gli Apostoli, pochi il Giuda. Tra di loro c'era il povero Giacobbe, uno strillone del villaggio che provava a regalare copie del suo diario di viaggio, e che qualcuno aveva preso volentieri in passato. Giacobbe era visto male, a volte, dagli Apostoli ed i loro proseliti, poiché in passato aveva lavorato per il banco di mele già mozzicate, che era il più ricco di clienti e con frutti di qualità. E gli Apostoli odiavano chi più di loro era ricco di spirito e tenacia, ma soprattutto perché le mele erano davvero della migliore qualità. E loro la odiavano, la qualità. Preferivano la quantità, sembrava. Allo stesso tempo, però, Giacobbe non era nemmeno dalla parte di Giuda e di molti della sua compagnia, che erano coloro i quali ricevevano i soldi da tutti i proprietari dei banchi al mercato, poiché loro stessi erano spesso avari e poco parlavano con gli affittuari.
Il piccolo Giacobbe era quindi lì, a metà strada, uno dei tanti inmezzisti che invano cercavano di capire chi, o cosa, seguire.
E fu in quel momento che i suoi pensieri divennero prima sospiri, poi parole soffocate che pian piano divennero frasi, ed infine parlò davvero:
"Amici, fratelli. State perdendo tutti la retta via. Giuda: perché negare? Perché non ammettere candidamente il tradimento, e da qui partire verso un dialogo, uno scambio di opinioni? E' la via più difficile, lo so, ma quella più costruttiva. Cerca di avvicinarti a loro, non di scostarti.
E voi, miei cari Apostoli..




..ma perchè cazzo non la smettete, per l'ennesima fottuta cazzo di volta, di ripetere sempre (SEMPRE SEMPRE SEMPRE) le stesse dannatissime cose? Perché mai sparite quando Giuda ed i suoi compagni vi offrono di pregare al posto nostro, vi servono la possibilità di trarci d'impaccio e voi la sprecate, e tornate poi con i vostri stramaledetti Vangeli di questa minchia che il vostro "Internet" vi ha dato? Anziché prenderci per il nostro Santo Culo, chi cazzo v'impedisce di venire a noi, ed a noi parlare? Siamo sempre stati qui, mentre voi vagavate in giro con la scusa dei vostri impegni religiosi, o con quella dell'eccessiva stanchezza dovuta a miracoli che NON fate? Ora che il dio telecamera è qui, pronto a raccogliere le vostre preghiere per diffonderle in tutto il paese, voi vi accapigliate, vi scontrate, urlate, deridete (ancora). E (ancora) non lasciate la parola a chi, nel villaggio di Troppe Parole, di cose da dire ne ha, a discapito di entrambe le parti. (ancora) non capite che chi prova a venirvi contro, non è perché siaateo, o (PEGGIO!!) compagno massonico dei proprietari del mercato, ma solo perché lui/lei nel mercato ci lavora, tutti i giorni, dal proprietario del banco a allo sgaloppino. Tutti quanti siamo qui per far si che il Messia rimanga per sempre nel nostro villaggio, e tutti quanti abbiamo diverse opinioni diverse a riguarda.
Sappiate solo di avere perso l'occasione di far capire a tutti il nostro disagio, perché il verbo che si diffonderà verrà mistificato, stravolto, ed assomiglieremo solo a quelle centinaia di villaggi nei quali litigano tra di loro, senza volersi capire.
Ed in quei villaggi, ricordiamolo, il Messia non è mai tornato."


Ora, mentre scrivo, centinaia di persone si stanno facendo la stessa mia domanda, almeno credo: la giornata di oggi, non assomiglia tanto ad un enorme boomerang che con foga altri hanno lanciato, ma che con altrettanta foga ci tornerà dritto nel culo?

martedì 10 maggio 2011

Avete presente il monologo di Trainspotting?



Si, quello in cui "scegliete una vita..." e bla bla?
Ecco, a parte l'ultima parte sull'eroina, come non essere d'accordo?
Come posso non dirvi: voi scegliete il cazzo che vi pare?

Scegliete di andare ai centri commerciali a fare "una passeggiata" mentre fuori c'è il sole, fate fermare quel puttanone di vostra moglie davanti alla vetrina del negozio di animali per decidere se per la borsa per mettere dentro quel topo chiamato chihuahua è meglio il viola Lady Gaga o il rosa Justin Bieber. Girate come diversamente vivi a cercare la tuta acetata del Portsmouth per i vostri gemellini, che grazie al vostro amore ed alle vostre attenzioni, l'unica voce che ci sarà sul loro curriculum standard europeo preparato dallo zio "che ha fatto le magistrali" per farsi assumere al McDonald's sarà:

- topi d'appartamento con mansione di violenza fisica contro eventuali inquilini anziani addormentati, occasionale coprofagia canina se presente nella casa ed alto elevato d'interazione con la Polizia di Stato.
Per referenze: Casa Circondariale di Regina Coeli.

Scegliete di farvi i capelli col crestino e simboli para-esoterici fatti col rasoio sulle tempie, fatevi tatuare sul braccio, in latino, il nome della prima donna che vi ha fatto un pompino e che avete accannato appena finì d'ingoiare, e sul collo la data di nascita di Totti in numeri romani. Continuate a sputare ogni tredici fottuti cazzo di secondi mentre aspettate il treno: dio non voglia vi aumenti improvvisamente la salivazione mentre siete in carrozza. Continuate a far suonare l'ultimo singolo di David Guetta feat. McStaCeppa a mille da quei cazzo di cellulari di merda: spero che un giorno, mentre siete in cinque/sei a fare i coatti a Testaccio, possiate incontrare Radio Raheem di "Do The Right Thing" in un momento davvero sbagliato, per voi che lo chiamate "Ehi biccola scimmia dudda sola!!" e per lui che proprio quel giorno ha deciso di sopportare tutti gli insulti razzisti che l'immaginAriano possa concepire, tranne "Ehi biccola scimmia dudda sola!!". E che dallo stereo possano uscire solo schegge dei vostri denti e le note di Fight The Power.

Scegliete di tradire vostra moglie, la vostra ragazza, la vostra convivente con la prima che ve la fa annusare, solo per infilargli il cazzo tra le gambe e poi giustificarsi dietro le colpe degli altri, puntando il dito e scuotendolo. Erigetevi a paladini della giustizia, a grandi pulitori delle altrui anime, innalzatevi fino al livello di un dio terreno che tutto vede e tutto sente, ma solo se conviene e solo se è sotto al vostro stesso livello di decenza, che è un po' quello dei politici secondo Woody Allen in "Io e Annie". Insistete nel ritenervi migliori, nel considerarvi padroni del sapere assoluto, infallibile, divino. Continuate a credere di saper comunicare col prossimo, di poter rendere tutto più splendente con "un sorriso a tutti denti/freddo come il sangue dei serpenti" quando poi in quel cervello bacato che avete nemmeno vi arriva l'idea che possiate, potenzialmente e lo sottolineo, potenzialmente, essere delle emerite teste di cazzo.

Scegliete il vostro dio, la vostra religione. Potete decidere per quello invisibile descritto da George Cariln (RIP), decidete che sia lui a guidarvi, fatevi paladini della famiglia eterosessuale, del "niente aborto, ha già le unghie, è una vita, ha un'anima!", gridate i vostri slogan da stadio sotto la finestra di un Papa morente e prendete calci le ambulanze con dentro "un'anima!", picchiate i vostri figli nelle sperdute campagne del Fraccazzese in nome di Nostro Signore Gesù Cristo.
Oppure decidete per il vostro personale dio terreno: che sia muscoloso e poco importa se la cosa più vicina al congiuntivo che abbia mai avuto è stata un'infezione agli occhi, è il tronista di uominiedonne (la linea tratteggiata rossa sotto la parola "tronista" evidenzia che persino il mio Mac schifa quel genere di persone); che giochi in serie A e ti porti in giro sulla Porsche ultimo modello intrippato di merce come il protagonista di un gangster-movie messicano di serie B, e 'sti cazzi se la cifra del suo quoziente intellettivo è inferiore a quella scritta dietro la sua maglia: è un portiere bravissimo; oppure vai ed abbraccia il politico, che sia la trasposizione reale di Cetto Laqualunque, che sia un ex presidente del consiglio di sinistra che tutto diceva e continua a dire, tranne qualcosa che di sinistra sia e che ora si trova a dover giustificare come mai molti suoi amichetti freak-chic siano improvvisamente pieni di soldi, che sia il dio degli dei, colui che ancora imperversa ovunque nonostante tutte quelle cose che di lui si dicono ma che non è vero, alt, meno male che c'è. Acchittatevi, fatevi dare 50€ e andate a "manifestare la vostra solidarietà" a quella sottospecie di essere umano che non merita nemmeno più la nostra attenzione, se ancora non affermasse che i giudici sono un cancro alla vigilia della giornata dedicata alle vittime del terrorismo, concentrata proprio sui giuristi morti per mano delle Br e non solo, e non facesse trascinare via e prendere a calci un povero vecchietto di 70 anni che chiedeva solo che fine aveva fatto la sua pensione.

Scegliete il cazzo che vi pare.
Pensate solo al tempo che state sprecando a correre dietro a cose che non vi porteranno a nulla che non sia la chiusura di un capitolo. Pensate "out of the box", non a compartimenti stagni. Allargate le vedute, unite i pezzi, cercateli bene perché sono lì, a portata di mano.
E sfuggono via, "nessuna certezza mai, resti chiusa fra le dita..".
Provate a comparare la vostra vostra vita, la vostra realtà, il vostro quotidiano, con le scelte che non avete fatto, le cose a cui avete rinunciato, i no che sarebbero dovuti essere si.

Are you ok?



[visto che qualcuno di voi mi ha detto che ha provato a commentare ma -beeeeeep!- no success, ho tolto l'obbligo di identificazione/registrazione. quindi se vorrete, sarà un piacere.]

lunedì 9 maggio 2011

Se Solo (con prefazione di me stesso a proposito della mostra che sono andato a vedere oggi, ed un altro paio di frociate all'Anziani)



SE SOLO

Prefazione

di

Me Stesso

"La mostra che sono andato a vedere oggi, ed un altro paio di frociate all'Anziani"


Insomma, oggi sono riuscito ad andare a vedere la mostra del World Press Photo 2011 al Museo di Roma in Trastevere, con l'esposizione di tutte le foto vincitrici del concorso che ho scoperto oggi essere istituito ben 54 anni  anni fa, come ho scoperto solo oggi che World Press Photo non è il nome di un'agenzia tipo, che so, Reuters, ma proprio il nome del concorso, al quale partecipano fotografi professionisti di tutto il mondo inviando foto sui maggiori eventi di attualità nel mondo (soprattutto che non siano stati sui giornali per mesi). Belle. Belle e terribili.

Belle:
- foto di feste contadine Irlandesi dove tutti si vestono bene (e per loro bene è questo);
- uomini e donne indiani che guardano emozionati un film in un cinema itinerante, seduti a terra;
- un Toro che si prende la sua meritata rivincita, forse in punto di morte, sul torero (se non capite cos'è quella cosa che spunta dalla bocca del torero, leggete la descrizione). La bestia è, purtroppo, ancora viva (ovviamente parlo del torero);
- l'"atterraggio" di un tuffatore cinese durante un allenamento.

Belle e terribili:
- sono scontato se come prima ci metto quella vincitrice? si, per questo ci metto la mia preferita in assoluto, anzi le mie, perché sono più foto di due diversi autori. Le uniche due volte in cui un forte brivido ha anticipato "un paio" di lacrime (prima frociata all'Anziani): una e due. Se non vi siete addormentati fino a qui, vi consiglio di leggere la descrizione generale per entrambe le storie, e la didascalia di ogni singola foto, anche a costo che poi non continuiate a leggere qui;
- la foto vincitrice. Orrendamente affascinante. Orrendo per la causa, di quella mutilazione. Affascinante perché, a parer mio, è la Monna Lisa moderna. Mi sembra sorrida;
- un uomo che si uccide lanciandosi nel vuoto a Budapest, dopo essersi dato fuoco;
- gli ultimi struggenti momenti di un operaio cinese addetto ad una pompa di petrolio, che non ce la fa a salvarsi, cosa che riesce al suo collega;

Menzione simpatia, per fortuna, a questo simpatico uccello.

Seconda frociata all'Anziani: l'acquisto a scatola chiusa di "Un Bacio Romantico", film di pochi anni fa di cui ho sentito parlare bene e che spero diventi il mio nuovo "Se Mi Lasci Ti Cancello". Cosa che non credo, come invece son sicuro che il film sia sicuramente meno commerciale del trailer.
Terza frociata all'Anziani: l'acquisto di numero due cartoline con foto tratte da uno degli Ispettore Callaghan, retro-annessa di citazione del film ("I know what you're thinking. "Did he fire six shots or only five?" Well, to tell you the truth, in all this excitement I kind of lost track myself. But being as this is a .44 Magnum, the most powerful handgun in the world, and would blow your head clean off, you've got to ask yourself one question: Do I feel lucky? Well, do ya, punk?"), e foto tratta da "Toro Scatenato" con De Niro sanguinante in piedi davanti al suo avversario a terra. PerchP frociata all'Anziani? Perché le ho comprate in un negozio di stampe fighetto accanto a largo Argentina, bramoso di acquistare una stampa di Vetriano o Botero, non quelle cartoline da maschiaccio.

Me Stesso

Se Solo

Capitolo 1 ed unico.
Sennò famo notte.
Ah.
E' notte.

Oggi sono stato in un posto che ti piacerebbe tanto, un negozio di stampe carino al centro. Ero lì e pensavo che avrei potuto comprare un paio di stampe (cazzo quanto costano!), magari da mettere in salotto una, e l'altra in camera da letto. Avevo pensato, una di Botero all'ingresso, e quella di Vetriano con i il cameriere che serve un'elegante coppia su un lussuoso tavolo con vicino un violinista, il tutto sulla riva di un mare quasi in tempesta, ecco quella la potremmo mettere sulla testa del letto. Secondo me ti piacerebbero.

Se solo.

Poi sono andato alla Feltrinelli, ed oltre ad un dvd che ho preso, ho pensato a te quando ho visto quel vinile di un trio jazz, ed uno era Peacock, che ti vorrei far ascoltare, magari insieme a me, mentre andiamo al concerto degli Arctic a Bologna di cui stavo per prendere il biglietto.
Ho fatto un paio di foto a cui però mancava il vero soggetto, io ci vedo solo uno sfondo senza il protagonista. Belle e vuote. Ci dovresti essere tu.

Se solo.

Mentre andavo in centro, camminando come tu dovresti sapere, vedevo quelle coppie che si scambiavano baci non molto discreti e promesse fin troppo segrete, e pensavo che il vero amore non esiste, almeno per me. Quando trovi una persona, o è troppo presto o troppo tardi, hai troppi pensieri, e a volte troppi pochi. Lei può, tu no.
Ma ho anche pensato che io ho te, e queste cose non dovrei nemmeno pensarle.

Se solo.

Ti avrei voluto accanto, nel momento in cui mi è venuto in mente di andare a cena al 4 e 20. Te l'avrei potuto chiedere, e saremmo stati poi ore a bere birre tutte diverse e particolari, uno a scambiare continuamente il bicchiere con l'altro per assaggiare, baciarsi ancora umidi per assaporare, essere troppo ubriachi per alzarci ed andare che "domani mi devo svegliare presto". Avrei mandato affanculo sveglie e contro sveglie pur di rimanere ancora lì, sudato nel cuore, con occhi stanchi ma solo per te.
E poi saremmo potuti tornare a casa e non riuscire a staccarci, con i vetri della macchina, così come le nostre menti, ormonalmente appannati.

Se solo.

Ti vorrei qui accanto mentre scrivo il blog, e te lo faccio leggere appena pubblicato: odi le censure preventiva quanto me, e questo è bellissimo. Mi sarei ricordato di quando avevo brevemente scritto, ubriaco, di quella ragazza e tu mi avevi chiamato solo per chiedermi tranquillamente se provavo qualcosa per lei. Mi avresti creduto, e lo avresti fatto perché sia che mai ti mentirei, così come tu non mentiresti mai.

Tutto questo lo potrei fare, dire, toccare, sospirare, gustare, abbracciare, leccare, stringere, urlare..
..se solo tu esistessi.

E non perché tu non esista, anzi. Magari oggi eri quella con la Nikon al collo come me con cui mi sono scambiato mille volte lo sguardo mentre fotografavo quel triste palloncino viola tra l'erba, tutto solo tra le rovine. Ma tuoni, fulmini ed erezioni non sono scesi su di me, quindi non credo.
Comunque, puoi anche esistere, ma non ora. Non per la mia testa, non per il mio cuore, non per il mio tempo.
Sono io, ed in questo momento sono più mio che mai: no trespassing, perché do il via ma poi mi blocco, cerco di mettere le cose in chiaro e se il mio essere io in questo momento sembra andare contro le mie azioni precedenti, me ne spiaccio ma ora come ora non posso farci nulla.

Io sono sempre qui, lucido o meno. Basta che lo sappiate, e nessuno si farà male.

domenica 8 maggio 2011

Ho Cambiato Il Titolo Ma Non Me Ne Viene In Mente Uno Che Non Sia Questa Cosa Lunga E Fastidiosa



Schifo, ribrezzo, distacco, angoscia, incredulità, gastrite, acido, mal sopportazione, apatia, rifiuto..

..se penso alla massa di imbecilli che ieri girava per la mia, ripeto, MIA città a festeggiare uno scudetto che serve più a far prender voti a lui.. e non è un fatto sportivo, perché voi avete vinto e noi no.. è proprio una questione di non sopportazione per tutti quei clacson, bandiere, famiglie che mi hanno rotto i coglioni in mezzo al traffico..

..se penso ad un paese fermo, pieno di piccoli focolai ma senza un vero incendio, pieno di brava gente ma sempre in minoranza, circondati da esseri piccoli ed insignificanti che però stanno lì, a recriminare, ad insultare, a decidere chiusi in stanze senza di noi, che ballano su palchi politici, che ogni dibattito è una festa delle medie ("tu non vieni"), che la libertà è partecipazione ma noi l'invito non ce l'abbiamo..

(ieri tra il traffico c'era due signori in macchina, una coppia sui sessanta, e lui guardava fisso fuori nel delirio rossonero e lei parlava ma lui non ascoltava, annuiva con la testa, e fissava un punto con gli occhi di uno a cui sembrava avessero tolto tutto, sembrava dire "qui prima non era così, prima almeno stavamo meno peggio", e sembrava triste, e forse aveva gli occhi lucidi e forse dopo a casa avrebbe pianto, ma forse era solo distratto ed è stato tutto un mio lunghissimo flash)

..e sto qui senza davvero capire perché, rimango fermo ad aspettare come al mio solito, che poi magari riparto e poi mi ritrovo qui, che forse poi qualcosa cambia ma alla fine non cambia un cazzo, che mi ripeto di continuo le mille cose che vorrei fare e che rimangono sistematicamente solo cose da fare mai fatte, che io davvero non ce la faccio più a fare finta, davvero se chiedete "come va?" risponderò sempre "tutto bene!" mentre in realtà bene non va un cazzo, sono sempre qui seduto sui miei pensieri che io ancora mi chiedo come cazzo mi vengono in mente ma soprattutto come cazzo faccio a farli rimanere lì ad occupare spazio perché alla fine questo fanno, occupano spazio e non servono a niente.. che davvero sto qui a lamentarmi quando c'è chi sta peggio di me ma alla fine chi sta peggio lo sa e si rimbocca le maniche e invece io sempre qui a non capire che fare, se farlo e come.. che vorrei scappare con te che un  volto non ce l'hai, che so che da qualche parte si ma dove, che so che potremmo essere felici ma io e te chi?
..che alla fine 'sta cosa va avanti e vai d'inerzia, mett'infolle e vediamo se da qualche parte s'arriva davvero, che mi sa che pure 'sto giro mi tocca aspettare fino a quando davvero non ce la farà più, che mi fa troppa fatica fare la persona seria davanti invece di crogiolarmi al fatto che la gente ti dice che scrivi bene, che sei simpatico e che allo stesso tempo non si capacita come mai proprio tu possa stare un po' giù ogni tanto, che non sanno che tu giù ci stai sempre ma ormai per la maschera che hai preso anni fa perché era in saldo e facile da indossare ti tocca per forza stare su, che sennò poi che palle..

..e che alla fine sono solo spaventato, confuso, indeciso, irremovibile e totalmente indeciso.. e se va bene meglio sennò 'sti cazzi..

..ma cambierà, lo so che cambierà, ho solo bisogno di tempo, o forse solo di arrivare alla saturazione totale e di girarmi di spalle, che tanto in quello son bravo come pochi..

..arrivederli tutti..

venerdì 6 maggio 2011

Sciò.. Però..



Previously, on TP:
lavoro, crisi, sindacati, assemblee, scioperi, minacce velate, risate in faccia, urla, pianti, sguardi, occhiatacce, maledizione, solidarietà, elemosina morale, finti esami di coscienza, strette di mano, strizzate di palle, squilli, messaggi, mail, bacheche, risorse, umani..
E questa è solo la puntata pilota!!


[Sia chiaro fin d'ora: so che tra chi ha scioperato ci sono miei amici (non colleghi, quello lo sono tutti). Le mie invettive, le mie madonne calate giù come se avessi un poker dopo aver fatto all in, le mie incazzature calate come le mutande di una puttana, non sono personali. Vi voglio bene bene, dal primo al terzultimo. Gli ultimi due mi stanno effettivamente sui coglioni. Quindi anima in pace e cuore in guerra.]


Allora, oggi c'è stato quello che qualcuno ama chiamare "sciopero collettivo", ma che io preferisco chiamare "oggi abbiamo una scusa a quanto pare semi giustificata per non andare a lavoro". Sciopero organizzato così, perché licenziano.
"E non ti sembra un'ottima motivazione, sfigato di merda?".
"Si, genio dei rapporti interpersonali".
Il problema di fondo è che quest'azienda sta licenziando per i suoi errori: totale mancanza di una corretta comunicazione, che quando è fatta è in ritardo, mal posta e frettolosa; poca oculatezza nelle assunzioni, almeno all'inizio; errato posizionamento di figure alquanto oscure in postazioni di "comando"; troppo seria in momenti di relax, ed inopportunamente ilare quando non è proprio il caso; troppo poco fiscale al momento di presentare il conto -questa è sottile, o forse no, ma mi piace- e fin troppo barzotta nel momento in cui sei piegato a raccoglierle il fazzoletto.
Ma anche, e forse soprattutto, perché tra chi oggi era a scioperare, c'è gente un po' strana: c'è chi si vede solo agli scioperi ed alle assemblee, un po' come quando S. compare all'Aquila dopo che è venuta giù, mentre in ufficio non si vede mai, un po' come B. si ricorda della Sagra del formaggio minorenne della Val Lallèro e lo usa come legittimo impedimento; assoluta mancanza di serietà di alcuni, in termini di "mi metto in malattia perché ho fatto uno starnuto e sbattendo la testa per il rinculo sono caduto all'indietro nella vasca piena di ghiaccio che avevo preparato per mantenere fresco il dito che mi ero tagliato tentando di recidere con le forbici la corda a cappio nella quale ero caduto inciampando nel corpo di mio padre che al mercato comprò"; RSU che ci sono e non ci sono, un po' come quando fa caldissimo e vedi i riflessi liquidi sulla strada: un miraggio; totale indifferenza per i problemi quotidiani delle persone che lavorano lì dentro, problemi veri; non si è mai organizzata una vera assemblea anche per i non iscritti, un incontro in cui confrontarsi civilmente, e non solo nei posti che l'azienda ti mette a disposizione quando ti va, stipati come bestie a sentire le vostre sempre uguali prese di posizione, i vostri sberfleffi, i vostri "non sappiamo cosa fare è una fase interlocutoria".. per favore, ce la siamo già bevuta più e più e più volte.. se non sapete cosa fare del tutto, ditelo.. organizziamoci, ma ditelo.. non consigliateci di organizzarci come singoli, "se qualcuno sente i suoi avvocati lo faccia":

primo - non sono il Signor Burns, che apre la doppia parete con dietro la schiera di avvocati pronti a stritolare tutto e tutti;
secondo - e qui mi ripeto: facciamo qualcosa insieme che non sia lo sciopero ad orologeria, non consigliateci suggeriteci di organizzarci da soli;
terzo - ma cristo di un iddio, ma vi ci vuole un PR per capire che così dicendo, di fronte di 200 persone che vengono alle assemblee ogni volta, potrebbe (e dico potrebbe) passare il messaggio "attenzione attenzione: non sappiamo cosa fare, alternative non ce ne sono, luglio le palle sullo scoglio non ce le sbatto più, ognun per sé e dio per tutti?"

Detto ciò, con il sit in di oggi si voleva dare risalto alla nostra situazione nel giorno in cui: il Vostro amato presidente del consiglio ha dato lavoro a 9 persone di dubbia moralità per ripagarli della fiducia di Dicembre; tutti gli occhi sono puntati sulla "morte" di Bin Laden, che leggo ora sembrava volesse anche festeggiare i dieci anni dall'11/9 con il dirottamento di treni, probabilmente imbottiti di torte di compleanno; siamo in guerra per l'ennesima volta, ma con l'aggravante di esserci fatti prendere per il culo dal mondo a causa del (maddai!) Vostro adorato presidente del consiglio, a cui tanto "era" caro quell'(inf)ermo folle (baciamo le mani); più o meno tutto il paese è in mano ad un governo ammazza sociale/famiglia/scuola/etuttelecosechegiàsapete.

La cosa che mi preoccupa non è tanto che nessuno ci caghi, ma che se davvero non si fa qualcosa voi ci mandate a fondo.

Bisogna che gli "immezzisti" come me si diano da fare.

Idee?